Udienza Papale con P.S. - Associazione Nazionale LE VITTIME DEL DOVERE D'ITALIA

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Udienza Papale con P.S.

Eventi > Cerimonie > 2015
IL CAPO DELLA POLIZIA ALESSANDRO PANSA HA VOLUTO ONORARE LE VITTIME DEL DOVERE DELLA POLIZIA DI STATO
Si celebra in data 21 e 22 maggio 2015  il 163° Anniversario della fondazione della Polizia. Come ogni anno a Roma ci saranno diversi momenti nei quali l'Istituzione si incontrerà con cittadini e autorità.

Un primo momento particolarmente toccante è stato quello di stamattina quando il capo della Polizia Alessandro Pansa, una rappresentanza di oltre 200 poliziotti, tutti familiari di vittime del dovere, ed una rappresentanza dei parenti delle vittime, sono stati ricevuti in Vaticano dal Santo Padre.
L'Associazione Nazionale Onlus Le Vittime del Dovere d'Italia ha partecipato alla Solenne Udienza privata unitamente ai familiari delle Vittime del Dovere della Polizia di Stato.
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI CADUTI IN SERVIZIO DELLA POLIZIA DI STATO
Aula Paolo VI
Giovedì, 21 maggio 2015

Cari fratelli e sorelle,

siate i benvenuti! Ringrazio il Capo della Polizia per le nobili parole che mi ha rivolto a nome di tutti. In modo particolare ringrazio voi, parenti di coloro che hanno perso la vita o sono stati gravemente feriti nell’esercizio del loro dovere, per la testimonianza di speranza cristiana che vi anima e per l’attaccamento alle istituzioni e alla vostra missione. Infatti molti di voi hanno voluto continuare l’opera iniziata dai loro congiunti, indossando la divisa della Polizia e servendo lo Stato.

Ogni occupazione onesta contribuisce al bene di tutti e, se svolta con dedizione e passione, favorisce la crescita della persona e della società, fornendo anche i mezzi necessari per un’esistenza libera e dignitosa. Tra le diverse professioni, la vostra si configura come un’autentica missione e comporta l’accoglimento e la concreta messa in pratica di atteggiamenti e valori di speciale rilevanza per la vita civile. Mi riferisco allo spiccato senso del dovere e della disciplina, alla disponibilità al sacrificio, fino, se necessario, a dare la vita per la tutela dell’ordine pubblico, per il rispetto della legalità, per la difesa della democrazia e il contrasto della criminalità organizzata o del terrorismo.

La vostra missione richiede il coraggio per soccorrere chi si trova in pericolo e per fermare l’aggressore. La collettività vi è debitrice della possibilità di condurre una vita ordinata e libera dalle prepotenze dei violenti e dei corrotti.

Un’esistenza impegnata su questo fronte e centrata in questi ideali presenta un alto valore presso il Signore, e ogni sacrificio accolto per amore del bene verrà da Lui premiato. Lo dico oggi in particolare a voi, parenti delle vittime dei violenti, i quali, trovando nelle forze dell’ordine l’ostacolo più arduo ai loro disegni efferati, spesso si scagliano contro di esse.

Chiunque serve con coraggio e abnegazione la collettività, incontra, insieme alle difficoltà e ai rischi connessi al proprio ruolo, una forma di realizzazione di sé molto elevata, perché cammina sulla via di Nostro Signore, che volle servire e non essere servito.

Chi, giorno dopo giorno, assume la serietà e l’impegno del proprio lavoro e lo pone a disposizione della comunità, e specialmente di chi è nel pericolo o si trova in situazioni di grave difficoltà, “esce” verso il prossimo e lo serve. Agendo in tal modo, realizza la propria vita, anche nell’eventualità di perderla, come fece Gesù morendo sulla croce.

Solo contemplando Gesù sulla croce possiamo trovare la forza del perdono e il conforto che anche le nostre croci verranno redente dalla sua, e che perciò ogni sacrificio e ogni dramma troverà in Lui riscatto e redenzione.

La testimonianza dei valori cristiani è ancora più eloquente in questo tempo, nel quale, allo slancio generoso di tanti, spesso non fa seguito la capacità di incanalarlo in un impegno coerente e costante. Nel nostro tempo risulta infatti più facile impegnarsi in qualcosa di provvisorio e parziale. Invece l’azione svolta dalle forze di Polizia richiama qualcosa di solido nel tempo, che, pur nel mutare delle situazioni contingenti, presenta una costante che attraversa le varie epoche: quella di garantire per tutti i cittadini la legalità e l’ordine, e con questi beni la possibilità di fruire di tutti gli altri.

Inoltre, in questi anni l’azione della Polizia si trova a dare un contributo decisivo per gestire l’impatto con la corrente di profughi che arrivano in Italia cercando rifugio da guerre e persecuzioni. Siete “in prima linea” sia nell’accoglienza iniziale dei migranti, sia nell’opera di contrasto verso i trafficanti senza scrupoli.

In quest’opera – come ha ben ricordato il Capo della Polizia – vi distinguete per spirito di servizio ed umanità, sentendovi spinti, prima ancora che dai regolamenti e dalle disposizioni delle legge, dall’imperativo morale di fare il bene, di salvare quante più persone sia possibile e di non risparmiarvi nel donare energie e tempo per un tale impegno.

Cari fratelli e sorelle, siate fieri del vostro lavoro e continuate a servire lo Stato, ogni cittadino e ogni persona in pericolo. Nel difendere i deboli e la legalità troverete il senso più vero del vostro servizio e sarete di esempio al Paese, che ha bisogno di persone che lo servano con disinteresse, generosità e continuità.

Maria Santissima nostra Madre e san Michele Arcangelo, vostro Patrono, vi proteggano, vi assistano. Vi chiedo per favore di pregare per me e di cuore vi benedico.
 
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